Partecipazione dell’Unità di Padova alla ricerca qualitativa esplorativa
Nell’ambito della ricerca qualitativa esplorativa prevista dal Progetto PRIN, l’Unità di Padova ha partecipato attivamente alle attività di ricerca relative a tutti e tre i target individuati:
cittadini e migranti musulmani residenti in Italia (target 1)
rappresentanti delle principali organizzazioni islamiche italiane (target 2)
esponenti istituzionali della Pubblica Amministrazione, dei servizi pubblici e operatori del Terzo settore attivi nei settori scolastico, socio-sanitario, della sicurezza, penitenziario ed economico (target 3)
Target 1 – Popolazione musulmana
Per il target 1, l’Unità di Padova ha elaborato una traccia di intervista qualitativa in profondità sulla vita religiosa dei musulmani in Italia, basata prevalentemente su domande di tipo narrativo. Questo strumento ha permesso di esplorare diverse aree tematiche, tra cui:
rappresentazioni di sé, personali e religiose, sul piano reale e ideale
significato dell’esperienza religiosa e rapporto con la dimensione del sacro
dimensione etica e valoriale, con particolare attenzione alla gestione dei divieti e dei “confini”
pratica religiosa (preghiera, altri “pilastri”, luoghi di culto, festività)
appartenenza religiosa e altre forme di appartenenza sociale
conoscenza religiosa e sue fonti
trasmissione religiosa
rapporto con il contesto sociale italiano
Una prima fase di mappatura dei contatti sul territorio nazionale ha consentito di costruire un campione di intervistati tenendo conto di variabili quali area geografica di residenza, paese di provenienza o di origine (incluse le persone nate in Italia con background migratorio e i convertiti all’islam), età, genere, livello di scolarizzazione e grado di coinvolgimento religioso.
Le interviste in profondità sono state condotte sia in presenza sia online, quindi trascritte e analizzate. Un focus specifico ha riguardato da un lato la vita religiosa delle donne musulmane residenti in Italia, e dall’altro l’esperienza delle leader religiose donne, mettendo in luce traiettorie differenziate e dinamiche emergenti.
Target 2 – Organizzazioni islamiche
Per il target 2, dedicato ai responsabili delle organizzazioni e associazioni islamiche attive in Italia, l’Unità di Padova ha predisposto una traccia di intervista articolata su diverse aree:
storia e struttura organizzativa delle associazioni
ruolo di rappresentanza e rapporti con i fedeli musulmani in Italia
ruolo delle nuove generazioni e delle donne
sfide legate al web e alla comunicazione digitale
rapporti con gli Stati, le organizzazioni transnazionali e le fonti di finanziamento
rapporti con lo Stato italiano e risposte istituzionali ai bisogni dei musulmani
forme di leadership religiosa
percezioni della religiosità e dell’esperienza religiosa dei musulmani residenti in Italia
Le interviste sono state realizzate in collaborazione con le Unità di Bari e Palermo. Parallelamente è stata condotta un’attività di osservazione etnografica su realtà organizzative non esclusivamente religiose ma in cui l’appartenenza religiosa emerge in modo significativo, come nel caso di associazioni di tipo etno-nazionale (ad esempio l’associazione GIM – Giovani Italo-Marocchini).
Target 3 – Istituzioni
Per il target 3, che comprende soggetti istituzionali della Pubblica Amministrazione, dei servizi pubblici e del Terzo settore, l’Unità di Padova ha collaborato con le Unità di Bari e Palermo nella preparazione del campo di ricerca empirica, attraverso attività di ricerca-azione e la partecipazione a riunioni di coordinamento, pianificazione ed elaborazione delle attività.
In particolare, l’Unità di Padova ha curato una mappatura nazionale sistematica delle realtà istituzionali coinvolte nella gestione della diversità religiosa, con attenzione specifica al caso islamico. Sono stati analizzati i diversi Ministeri del Governo italiano, le relative articolazioni interne (Dipartimenti, Direzioni, Uffici, Commissioni) e i referenti competenti per materia.
L’analisi è stata poi estesa ai contesti sanitario e lavorativo, attraverso la mappatura delle principali organizzazioni nazionali operanti nel settore sanitario e dei soggetti attivi nel mercato del lavoro, incluse aziende che hanno adottato politiche o documenti orientati al riconoscimento dei diritti e dei bisogni dei lavoratori musulmani.
Sulla base di questa ricognizione è stata predisposta una lettera ufficiale, sottoscritta dai responsabili delle Unità di Padova, Bari e Palermo, indirizzata ai referenti istituzionali individuati. La comunicazione presentava il progetto (con allegata una sintesi) e chiedeva la disponibilità ad avviare forme di collaborazione.
Solo una parte dei contatti ha fornito riscontro, spesso segnalando una mancata disponibilità legata a limiti di competenza o a carichi istituzionali. È stato tuttavia possibile avviare un primo livello di interlocuzione con:
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione, Dipartimento per le politiche sociali, del Terzo settore e migratorie
Ministero dell’Università e della Ricerca – Direzione generale dell’internazionalizzazione e della comunicazione
Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Questa fase dello studio prevede l’utilizzo di metodi quali:
Catalogazione e analisi della documentazione esistente (di tipo comunicativo/divulgativo, amministrativo, politico, normativo e giurisprudenziale, …);
Osservazione etnografica e interazione con “testimoni privilegiati”;
Conduzione di interviste in profondità e focus group, con persone appartenenti a tre principali target:
A. Cittadini e migranti di fede musulmana;
B. Esponenti delle più rappresentate sigle dell’islam organizzato in Italia;
C. “Addetti ai lavori” provenienti dalla Pubblica Amministrazione e dai servizi pubblici in generale e, in particolare, dai settori scolastico, socio-sanitario, della sicurezza, penitenziario ed economico e da referenti ed operatori del Terzo settore.
