Obiettivi
L’Unità di Verona ha sviluppato un caso di studio specificamente dedicato alla presenza dei musulmani di origine albanese in Italia, un ambito finora solo marginalmente esplorato nella letteratura scientifica italiana. L’obiettivo principale è analizzare come appartenenza religiosa, traiettorie migratorie e reti sociali si intreccino nella vita quotidiana dei musulmani albanesi in Italia, con particolare attenzione ai processi di ricostruzione identitaria in un contesto post-migratorio.
Metodologia
In coerenza con gli obiettivi generali del progetto, l’Unità di Verona ha adottato un approccio prevalentemente etnografico, fondato su una ricerca sul campo prolungata che combina osservazione partecipante, interviste in profondità di tipo semi-strutturato ed etnografia digitale. Questo impianto metodologico ha consentito di ricostruire traiettorie biografiche, percorsi migratori e dinamiche di rielaborazione dell’esperienza religiosa, soffermandosi in particolare sul modo in cui pratiche e appartenenze cambiano nel tempo e nei diversi contesti.
La ricerca si è inizialmente concentrata su contesti territoriali specifici, caratterizzati dalla presenza di realtà associative e luoghi di aggregazione riconducibili alla popolazione albanofona, per poi estendersi, attraverso tecniche di campionamento a catena (snowball sampling), ad altri segmenti della popolazione musulmana di origine albanese. Sono stati inclusi sia soggetti attivamente coinvolti in contesti religiosi organizzati, sia individui meno visibili o non frequentanti luoghi di culto, così da cogliere un ampio spettro di posizioni ed esperienze.
Ambiti di indagine
Il caso di studio esplora diverse dimensioni chiave della presenza musulmana albanese in Italia. Particolare attenzione è stata dedicata a:
percorsi biografici e traiettorie migratorie che collegano Albania e Italia
processi di educazione religiosa e trasmissione del sapere islamico all’interno delle famiglie, delle associazioni e delle reti transnazionali
il ruolo di organizzazioni come l’Unione dei Musulmani Albanesi in Italia (UAMI) e di altre associazioni albanofone nella costruzione di identità collettive e forme di presenza pubblica
la pluralità delle matrici religiose – incluse componenti sunnite, bektashi e forme di religiosità più sincretiche o meno istituzionalizzate – e le tensioni e negoziazioni che emergono tra di esse
le modalità con cui le seconde generazioni si collocano all’intersezione tra appartenenze albanesi, musulmane e italiane.
La ricerca approfondisce inoltre come i contesti locali, nazionali e transnazionali incidano sui modelli di partecipazione, sulle pratiche associative e sui livelli di visibilità dei musulmani albanesi nello spazio pubblico italiano.
Lavoro sul campo e analisi dei dati
Il lavoro sul campo si è articolato in più fasi e contesti, includendo la partecipazione ai meeting annuali di UAMI (come i convegni di Lignano Sabbiadoro e Salsomaggiore Terme), visite a centri locali come ASSAL a Genova e un monitoraggio continuativo dei siti web e dei gruppi social delle organizzazioni musulmane albanesi. Sono state realizzate interviste in profondità con dirigenti, attivisti e membri – incluse le sezioni femminili e giovanili – documentando così la varietà interna e le diverse prospettive generazionali.
Nella fase successiva, l’Unità di Verona ha proceduto alla sistematizzazione e all’analisi del materiale raccolto, elaborando chiavi interpretative sui processi di ricostruzione identitaria, sulle dinamiche associative e sulle forme di islam vissuto nella quotidianità dei musulmani albanesi in Italia. Questo lavoro ha condotto alla redazione di output scientifici che offrono elementi originali per comprendere la pluralità interna dell’Islam in Italia e forme di religiosità meno visibili nello spazio pubblico.
Risultati attesi
Il caso di studio sui musulmani albanesi in Italia è destinato a fornire un contributo situato ed empiricamente fondato alla più ampia riflessione del progetto sul pluralismo religioso. Da un lato, esso restituisce una ricostruzione dettagliata di un segmento specifico della presenza musulmana, mettendone in luce le specificità storiche, sociali e organizzative; dall’altro, illumina processi più generali di negoziazione identitaria, integrazione e definizione dei confini nell’Italia contemporanea.
I risultati del lavoro dell’Unità di Verona confluiranno in pubblicazioni scientifiche, contributi al volume collettivo del progetto e moduli dedicati nei corsi MOOC, oltre che in presentazioni a convegni nazionali e internazionali. In questo modo, il caso di studio rafforza la capacità del progetto di rendere conto della diversità interna dell’Islam in Italia e di alimentare dibattiti accademici e pubblici più sfumati su migrazioni, religione e appartenenza.
